Psicologia. Una guida introduttiva

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Dobbiamo scegliere fra psicologia e fede cristiana?

Psicologia e fede cristiana: dobbiamo scegliere?

La psicologia è ormai entrata nel nostro modo quotidiano di comprendere noi stessi.

Parliamo di personalità, emozioni, benessere, relazioni e salute mentale utilizzando continuamente idee e categorie che, direttamente o indirettamente, provengono dalla psicologia.

Ma per un cristiano nasce inevitabilmente una domanda: come dobbiamo rapportarci a questa disciplina?

Dobbiamo considerare le sue conclusioni come semplici risultati della ricerca scientifica? Oppure dobbiamo guardare con sospetto a una disciplina che può partire da una concezione dell’essere umano molto diversa da quella cristiana?

Stanton L. Jones, nel suo libro Psicologia. Una guida introduttiva, propone una strada diversa.

La psicologia non nasce nel vuoto

Uno dei punti fondamentali del libro è che lo studio psicologico dell’essere umano non consiste semplicemente in una raccolta di fatti neutrali.

Ogni ricerca parte inevitabilmente da alcune idee su ciò che è reale, su ciò che può essere conosciuto e sui metodi attraverso i quali possiamo conoscerlo.

Jones sottolinea infatti che i risultati dello studio psicologico non sono semplicemente “fatti indiscutibili”, ma fatti compresi da una determinata prospettiva. Il modo stesso in cui cerchiamo di conoscere qualcosa presuppone già una comprensione di ciò che riteniamo reale.

Questo non significa rifiutare la scienza.

Significa riconoscere che, quando studiamo qualcosa di complesso come l’essere umano, anche le domande che poniamo e i presupposti da cui partiamo hanno importanza.

Fede e psicologia possono dialogare?

Per Jones la risposta è sì.

Il cristiano può imparare molto dalla psicologia. Allo stesso tempo, la fede cristiana offre una visione dell’essere umano attraverso la quale valutare ciò che la psicologia afferma.

Jones chiama questo lavoro integrazione: mettere in relazione la fede cristiana con la psicologia riconoscendo alla rivelazione di Dio il giusto posto di autorità nella nostra comprensione della realtà e dell’essere umano.

Non significa cercare un versetto biblico per ogni teoria psicologica. Significa piuttosto chiedersi quale concezione dell’essere umano stia alla base delle diverse teorie.

Mente e cervello: siamo soltanto biologia?

Uno dei grandi terreni di confronto riguarda le neuroscienze.

Se pensieri, emozioni e comportamenti sono legati al funzionamento del cervello, dobbiamo concludere che l’essere umano sia soltanto un organismo biologico?

Jones mostra che non è necessario.

Riconoscere pienamente la nostra natura corporea e biologica non significa ridurre l’essere umano alla sola biologia. Le conoscenze provenienti dalle neuroscienze possono invece arricchire la nostra comprensione di ciò che significa essere umani.

I nostri geni determinano chi siamo?

Un problema simile emerge quando ci confrontiamo con la genetica.

Gli studi sulla genetica del comportamento mostrano che molti aspetti della nostra personalità sono influenzati dal nostro patrimonio genetico.

Ma se i geni esercitano un’influenza così importante, che cosa rimane della libertà e della responsabilità personale?

Jones rifiuta ancora una volta una falsa alternativa: la nostra corporeità plasma profondamente chi siamo, senza però privarci della possibilità di compiere scelte significative.

Felicità, virtù e una vita buona

Negli ultimi decenni la psicologia ha cominciato a interessarsi sempre di più non soltanto ai disturbi e alla sofferenza, ma anche alla felicità, al benessere, alle virtù e a ciò che permette all’essere umano di vivere bene.

È il campo della psicologia positiva.

Anche qui emergono domande profondamente cristiane.

Che cos’è una virtù? Chi stabilisce quali caratteristiche umane siano buone? E che rapporto esiste tra il miglioramento della persona proposto dalla psicologia positiva e ciò che il cristianesimo chiama santificazione?

Jones riconosce ciò che possiamo imparare dalla psicologia positiva, ma ne mette anche in discussione alcuni presupposti, mostrando quanto sia difficile parlare di virtù senza affrontare la questione di uno standard trascendente attraverso il quale distinguere ciò che è buono da ciò che non lo è.

E la fede?

Anche il rapporto tra psicologia e fede è cambiato profondamente.

Jones ricorda che durante i suoi studi universitari negli anni Settanta seguì un intero corso sulla personalità senza che religione, spiritualità o moralità venissero praticamente considerate. Negli anni successivi, invece, l’interesse della psicologia per la fede e la spiritualità è cresciuto notevolmente.

Ma rimane una domanda fondamentale.

La fede può essere spiegata semplicemente come un fenomeno psicologico oppure può essere una risposta a qualcosa di realmente trascendente?

È qui che la psicologia incontra inevitabilmente la questione della verità.

Che cos’è l’essere umano?

Dietro tutti questi argomenti ritorna continuamente la stessa domanda.

Che cos’è l’essere umano?

Siamo soltanto il prodotto dei nostri geni e dell’ambiente?

La mente può essere completamente spiegata dal cervello?

Che cosa significa essere liberi e responsabili?

Che cosa rende qualcosa buono o virtuoso?

La fede è soltanto un prodotto della mente oppure può metterci in relazione con una realtà che esiste indipendentemente da noi?

Sono domande che la psicologia non può evitare. E sono domande sulle quali la fede cristiana ha molto da dire.

Imparare senza accettare acriticamente

Il contributo più importante di Psicologia non consiste forse nel fornire una risposta semplice a ogni problema, ma nell’insegnare un modo cristiano di affrontare la disciplina.

Il credente non deve avere paura di ciò che la ricerca scientifica può insegnargli sull’essere umano. Ma non deve neppure dimenticare che ogni interpretazione della persona poggia, esplicitamente o implicitamente, su una determinata concezione della realtà.

Possiamo quindi avvicinarci alla psicologia con curiosità, rispetto e apertura, mantenendo allo stesso tempo una prospettiva critica radicata nella fede biblica.

Psicologia. Una guida introduttiva nasce per accompagnare il lettore in questo percorso: comprendere una delle discipline più influenti del nostro tempo e imparare a valutarne i contributi alla luce di una visione cristiana dell’essere umano.

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