"In nessun altro è la salvezza; perchè non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati."
Atti 4:12

A presto, caro Edoardo

labanchi l200Salutiamo con grande affetto e profonda stima il caro fratello Edoardo Labanchi, che il giorno 3 marzo 2015 ha terminato il suo pellegrinaggio terreno, durato ottantuno anni, per andare a stare con il Signore.

Edoardo nasce a Napoli il 16 luglio del 1933. All’età di ventuno anni veste l’abito talare nella Compagnia di Gesù, entrando così a far parte dell’ordine dei gesuiti. Come lui stesso confessa nella sua autobiografia, Un uomo in fuga, questa decisione non era altro che una fuga dalle responsabilità che gli si presentavano, ma ben presto comprenderà che non poteva fuggire dal Signore. Leggendo le Scritture, i suoi occhi si aprono alla verità e comprende di essere un peccatore che ha bisogno del Signore Gesù e che la salvezza si ottiene per sola grazia e non per opere: il 6 giugno 1967 Edoardo abbandona per sempre l’ordine dei gesuiti per seguire e servire Gesù Cristo, suo personale Signore e Salvatore, e da quel momento la sua vita sarà dedicata completamente all’insegnamento della Parola del Signore a migliaia di persone, sia in Italia che all’estero.

Tutti coloro che hanno conosciuto Edoardo non possono fare a meno di ammettere che, nonostante la sua elevata formazione culturale e teologica, era un uomo di una semplicità unica, che colpiva per il suo misto di dolcezza e umorismo: un vero napoletano doc. La sua vita è stata all’insegna della totale e incondizionata fedeltà al Signore e alla sua Parola, senza mai scendere ad alcun compromesso e predicando solo ciò che la Scrittura ci insegna. La sua passione per l’insegnamento della Parola di Dio lo ha spinto a lasciare ogni cosa per Cristo e, insieme a sua moglie Carmen, ha dedicato tutto sé stesso a formare due generazioni di credenti e servitori del Signore, fondando il Centro Studi Teologici di Grosseto e, successivamente, la rivista Riflessioni.

Il Signore ha usato grandemente questo suo servo, lasciando a tanti credenti un bagaglio che non si può stimare. Edoardo mancherà a tanti, ha conquistato un posto nel cuore di molti e per questo non possiamo fare a meno di ringraziare il Signore per averci donato un simile fratello in Cristo.

La sua fedeltà continua a essere uno sprone per tutti noi che abbiamo accettato Cristo come Signore e Salvatore: non possiamo appartenere a Cristo solo a metà, non possiamo servirlo in parte, Lui merita tutto di noi e, qualsiasi rinuncia ci costi, vale la pena servire Cristo ed essergli fedeli fino alla fine perché Lui ha scelto la croce per noi.

Come Edoardo, continuiamo la nostra corsa verso la meta che il Signore stesso ha preparato per noi, con la viva attesa e la speranza che un giorno vedremo il nostro amato Signore Gesù. Non molliamo, non gettiamo la spugna, ma proseguiamo il nostro pellegrinaggio sapendo che siamo circondati da un grande schiera di testimoni nella fede, come lo è stato lo stesso Edoardo, e corriamo con perseveranza la gara che ci è proposta, fissando lo sguardo su Gesù, colui che crea la fede e la rende perfetta.

Ricordiamo con affetto queste sue seguenti parole con cui conclude la sua autobiografia, Un uomo in fuga, facendo nostre queste stesse parole e salutando con affetto il caro Edoardo, sapendo che presto lo rivedremo nella casa del Padre: a presto, caro Edoardo.

Nella mia vita ci sono state luci e ombre e a volte ho avuto la netta impressione di camminare nella valle dell’ombra della morte (Salmo 23:4), ma il Signore è stato sempre il mio pastore, come dice il salmo citato, e mi ha fatto sempre abitare in verdeggianti pascoli, guidandomi lungo le acque calme. Ora che ho ottant’anni e non so fino a quando vivrò ancora, continuo con fiducia questo mio itinerario terreno, guardando sempre fisso verso la meta di ogni cristiano degno di tale nome: la Nuova Gerusalemme. Non ho dunque paura della morte, anzi vi confesso che la desidero e quindi con l’apostolo Paolo posso dire anch’io: “Sono stretto da due lati: da una parte ho il desiderio di partire e di essere con Cristo, perché è molto meglio; ma dall’altra, il mio rimanere nel corpo è più necessario per voi” (Filippesi 1.23-24). Quindi, se la mia vita può essere di aiuto per alcune persone, sia fatta anche in questo sempre la volontà di Dio (Edoardo Labanchi).

 

Teresa Castaldo dopo aver seguito vari corsi presso il Centro Studi Teologici di Grosseto, ha recentemente completato il corso di greco biblico all'Accademia Teologica Logos, lavora per la libreria CLC di Firenze e per BE Edizioni. È sposata con Luigi e madre di Kevin Louis.

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