"Dio, nostro Salvatore, vuole che tutti gli uomini siano salvati e vengano alla conoscenza della verità. Infatti c'è un solo Dio e anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo, che ha dato sè stesso come prezzo di riscatto per tutti"
Timoteo 2:3

Le chiese evangeliche e la libertà religiosa in Italia (prima parte)

Piazza Duomo and Milan Cathedral Duomo di Milano in MilanL’evangelismo italiano, nato con la rivoluzione nazionale del Risorgimento, ottenne da essa quella ampia libertà religiosa necessaria alla sua missione spirituale e materiale. È vero che l’articolo 1 dello Statuto Albertino dichiarava la religione cattolica come sola religione dello Stato. Leggi successive stabilirono comunque che la differenza di culto non avrebbe formato eccezione al godimento dei diritti civili, politici e militari.

Le chiese evangeliche furono pertanto considerate alla stregua di associazioni private e si mossero entro l’ambito del diritto comune, giovandosi della politica di Libera Chiesa in Libero Stato, che il Cavour aveva avviato su diretta influenza delle teorie separatiste del pastore protestante Alexandre Vinet.

I rapporti tra Stato e Chiesa di Roma furono viceversa difficili e quest’ultima fu sottoposta a numerose limitazioni alla sua autonomia e controlli ministeriali di carattere giurisdizionalista. Successivamente si assistette a un lento ma progressivo miglioramento dei rapporti tra Stato e Chiesa fino ad arrivare – negli anni del fascismo – alla firma di quei Patti Lateranensi, che avviarono una politica di «riconfessionalizzazione» dell’Italia in senso cattolico.

Le chiese evangeliche pensarono allora di gettare alle ortiche il tradizionale principio separatista per tentare di ottenere un trattamento il più favorevole possibile dallo Stato. Si riteneva infatti che una condizione di privilegio per la confessione di maggioranza non avrebbe comunque pregiudicato il mantenimento delle tradizionali libertà religiose concesse ai culti acattolici.

La legislazione sui culti ammessi nello Stato inaugurò successivamente il contenimento delle minoranze religiose sotto la continua sorveglianza della polizia. Le maggiori vessazioni si registrarono in particolare tra le comunità pentecostali del Mezzogiorno e in Sicilia, sottoposte alla famigerata Circolare Buffarini-Guidi, che ne ostacolava l’attività perché ritenute dannose alla salute psicofisica degli aderenti.

Il crollo del regime di Mussolini alimentò speranze legittime di superamento della vecchia legislazione fascista e di ritorno al regime separatista del Risorgimento. La nuova Costituzione avrebbe viceversa incardinato al suo interno i Patti Lateranensi e dichiarato le confessioni religiose egualmente libere di fronte allo Stato. La legislazione sui culti ammessi rimase in piedi e con essa tornarono le vessazioni contro le comunità protestanti in Italia. Lo strumento dell’intesa, previsto dall’art. 8 della Costituzione, rimase inattuato fino agli anni Ottanta, ovvero all’indomani della revisione del Concordato con la Chiesa di Roma.

Ad oggi, sono state concluse ed approvate con legge, ai sensi dell’articolo 8 della Costituzione, l’intesa dello Stato italiano con la Tavola valdese, con l’Unione delle Chiese cristiane avventiste del 7° giorno, con le Assemblee di Dio in Italia, con l’Unione delle comunità ebraiche, con l’Unione cristiana evangelica battista d’Italia, con la Chiesa evangelica luterana in Italia, con la Sacra Arcidiocesi ortodossa d’Italia ed Esarcato per l’Europa meridionale, con la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi giorni, con la Chiesa apostolica in Italia, con l’Unione Buddhista italiana e con l’Unione Induista Italiana. Attende invece una ratifica del Parlamento l’intesa tra lo Stato italiano e la Congregazione cristiana dei Testimoni di Geova.

Le intese finora concluse presentano contenuti sostanzialmente analoghi. Tra questi, si ricordano: norme per l’assistenza spirituale nelle Forze armate, nei luoghi di cura e negli istituti di pena, norme in materia di istruzione, norme per il riconoscimento degli effetti civili ai matrimoni celebrati con rito diverso da quello cattolico, norme che disciplinano il trattamento tributario delle confessioni religiose e i loro rapporti finanziari con lo Stato, norme per la tutela degli edifici di culto, norme sull’esercizio del ministero pastorale, norme per il riconoscimento delle festività religiose.

Le confessioni religiose prive di intesa seguono invece una disciplina differente. Esse sono tutelate dai principi di libertà della Costituzione e nello specifico dalla legge fascista sui culti ammessi e dal relativo regolamento di attuazione approvato con regio decreto nel febbraio 1930.

Entro questi limiti, viene affermata la libertà di culto in tutte le sue forme, anche pubbliche, e l’eguaglianza dei cittadini, qualunque sia la religione da essi professata. Lo Stato italiano può inoltre riconoscere la personalità giuridica degli enti, delle associazioni o delle fondazioni di confessioni religiose non cattoliche, purché si tratti di religioni i cui principi e le cui manifestazioni esteriori non siano in contrasto con l’ordinamento giuridico dello Stato. Il riconoscimento comporta una serie di vantaggi tra cui la possibilità dell’ente di culto di acquistare e possedere beni in nome proprio e di avvalersi di agevolazioni tributarie.

D’altra parte, lo Stato, attraverso il Ministero dell’interno, esercita penetranti poteri di controllo nei confronti degli enti riconosciuti. In particolare, la normativa prevede l’approvazione governativa delle nomine dei ministri di culto; l’autorizzazione dell’ufficiale dello stato civile alla celebrazione del matrimonio con effetti civili davanti ad un ministro di culto non cattolico e la vigilanza sull’attività dell’ente, al fine di accertare che tale attività non sia contraria all’ordinamento giuridico e alle finalità dell’ente medesimo.

Continueremo nel prossimo post.

 

Stefano Gagliano vive e lavora a Firenze. Studia prevalentemente i rapporti tra Stato e Chiesa dal Risorgimento ai nostri giorni. È inoltre archivista e volontario presso la libreria evangelica CLC di Firenze. Vive la comunione ecclesiale nella vasta fraternità pentecostale delle Assemblee di Dio in Italia. 

 

Informativa ai sensi dell'art. 13 D.LGS. 30 giugno 2003 n.196. Questo sito utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione. Chiudendo questo elemento o interagendo con questo sito senza modificare le impostazioni del browser acconsenti all'utilizzo di tutti i cookies di cui fa uso il sito. Per maggiori informazioni su come utilizzare e gestire i cookie, consulta la pagina della informativa sui cookies