"Perchè Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinchè chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna."
Giovanni 3:16

Perché l’omosessualità non è un peccato come gli altri

new york al tramontoL’omosessualità non è il solo peccato menzionato in 1 Corinzi 6:9-10.

Non sapete che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non v’illudete; né fornicatori, né idolatri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriachi, né oltraggiatori, né rapinatori erediteranno il regno di Dio.

Pur non essendo il solo peccato menzionato, è però diverso da tutti gli altri, almeno oggi. In questo frangente storico, a differenza degli altri peccati qui elencati, l’omosessualità è esaltata con militante frenesia da settori sempre più vasti della nostra società. È vista come positiva, come la nuova frontiera del progresso.

A dire il vero, le masse si fanno sempre meno scrupoli sul peccato in generale. Innumerevoli persone sono idolatre, per non parlare di coloro che praticano l’immoralità sessuale o commettono adulterio, oppure rubano e sono avari, si ubriacano, oltraggiano il prossimo e truffano gli altri. Succede di continuo. Ora, tutti questi peccati, in mancanza di pentimento, sono uguali in rapporto al giudizio di Dio. Sono tutti meritevoli della sua ira e ci viene costantemente ricordato che “tali eravate alcuni di voi” (1 Corinzi 6:11). Di voi, che ora siete nella chiesa.

A proposito della pubblica opinione

Per quanto ne so, però, nessuno di questi peccati è così aggressivamente applaudito da interi gruppi di persone che ne rivendicano la normalità. Il cavallo di battaglia dell’ideologia progressista non è più l’immoralità sessuale. L’adulterio è ancora malvisto da molti. Delle accuse di avarizia macchieranno ancora la campagna elettorale di un politico. Il furto non è ancora apertamente benevenuto e non ci sono iniziative ufficiali per affermare la legittimità di appropriarsi di cose che non ci appartengono. Non c’è ancora qualcosa di simile a un programma per la promozione dell’alcolismo. Nella maggior parte dei casi, non si è fieri di preferire una bevanda all’equilibrio e non ci sono petizioni affinché lo stato abolisca il divieto di guida in stato di ebbrezza. Ingiuriare gli altri non è ancora considerato il modo migliore per farsi degli amici e fare una buona impressione sugli altri. La truffa, soprattutto nelle aziende, solitamente fa finire qualcuno in galera. Di fatto, la struttura dell’economia dipende in parte dall’indignazione condivisa verso i truffatori subdoli.

A eccezione forse della fornicazione, questi peccati sono ancora visti in una luce molto negativa. Lo stesso non vale per la pratica dell’omosessualità, non da parte di quanti stanno attualmente alzando la voce e detengono posizioni di spicco. Secondo un’opinione generale in crescita, l’omosessualità è diversa.

Contrari… ma a cosa?

Come cristiani, siamo profondamente convinti che abbracciare la pratica omosessuale, al pari di altri peccati, tenga le persone al di fuori del regno di Dio. Se la nostra società la esalta, non possiamo né disinteressarcene né tacere. La posta in gioco è troppo alta. Ciò significa che è troppo riduttivo definire i cristiani (o gli evangelici conservatori) semplicemente contrari all’omosessualità. Siamo contrari a qualsiasi peccato che precluda alle persone una durevole gioia in Dio e la pratica dell’omosessualità fa tutto questo clamore perché, in questo momento, è il principale peccato a essere stato recentissimamente integrato nel nostro sistema culturale da coloro che contano. Speriamo che se ci sarà qualche nuova campagna culturale volta a promuovere il furto (sostenendo come sia ora nostro diritto prendere con qualsiasi mezzo agli altri tutto ciò che vogliamo), i cristiani leveranno chiara la loro voce per opporvisi. Il problema è il peccato. È a questo che siamo contrari ed è questo che dovrebbe rendere speciale la nostra voce, quando prendiamo la parola in questo dibattito.

A qualcuno piacerebbe vedere tutta questa faccenda dell’omosessualità divisa fra due campi: coloro che la esaltano e coloro che la odiano. Entrambi questi gruppi esistono nella nostra società. C’è un numero crescente di persone che, a causa di una grande pressione sociale, esalta l’omosessualità. Potremmo chiamarle la sinistra. Poi, ci sono coloro che la odiano con il più cieco bigottismo e al di là di qualsiasi intento cristiano. Potremmo definirli la destra.

Queste gloriose parole

Il dibattito corrente è alterato da questa prospettiva dualistica. Gli esponenti della sinistra cercano di raggruppare tutti coloro che sono in disaccordo con loro alla loro destra. Se non li appoggi, li odi. Al tempo stesso, gli esponenti della destra ravvisano un compromesso e una mancanza di spina dorsale in chiunque non s’infervori e non scenda in piazza. Se non li odi, li appoggi.

I veri seguaci di Cristo, però, non seguiranno nessuna delle due strade. Abbiamo da dire qualcosa che nessun altro dice o potrebbe dire.

Distinguendoci sia dalla destra sia dalla sinistra, non esaltiamo la pratica dell’omosessualità, riconosciamo la chiara parola rivelata di Dio in base alla quale si tratta di un peccato; neppure però odiamo coloro che praticano l’omosessualità; li amiamo abbastanza da non cedere alla pressione sociale. In questa confusione, proclamiamo la verità con amore, dicendo contemporaneamente: “È sbagliato” e “Vi amiamo”. Non siamo la sinistra: affermiamo che è sbagliato. Non siamo neppure la destra: affermiamo che siete amati. Annunciamo la buona notizia, con queste dolcissime, profondissime e gloriosissime parole della croce, le stesse parole che Dio ha rivolto a noi: “Stai sbagliando e sei amato”.

Dio ci dice che sbagliamo, che il salario del peccato è la morte, che la ribellione impenitente comporta un giudizio, che la nostra liberazione ha richiesto la morte di suo Figlio sotto maledizione (Romani 3:23; Giovanni 3:36; Galati 3:13). Così, Dio ci dice che siamo amati; che persino mentre eravamo ancora peccatori, Gesù è morto per noi; che mentre eravamo ingiusti, Gesù ha sofferto al nostro posto; che pur essendo destinati all’ira, Gesù ci accoglie nella sua gloria (Romani 5:8; 1 Pietro 3:18; Efesini 2:1-7).

Quando risplende il vangelo

Stai sbagliando e sei amato: ecco la voce speciale del cristiano. Come Tim Keller ha espresso benissimo, ecco ciò che affermiamo sulla base della nostra esperienza: “Siamo molto peggio di quanto avremmo mai immaginato e molto più amati di quanto avremmo mai potuto sognare”.

È questo il nostro messaggio in questo dibattito, quando le élite della società ci disprezzano, quando le canzonette popolari ci denigrano, quando nessun altro ha i mezzi per dire qualcosa al di fuori dei due estremi, noi abbiamo quest’incomparabile opportunità di far risplendere il vangelo, di proclamare con grazia: Stai sbagliando e sei amato. Dobbiamo imparare a dire questo.

Ecco perché l’omosessualità non è un peccato come gli altri.

Jonathan Parnell è il pastore della Cities Church di Minneapolis, dove vive con sua moglie, Melissa, e i suoi cinque figli.

Articolo originariamente pubblicato su Desiring God con il titolo: Why Homosexuality Is Not Like Other Sins.

 

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