"Dio, nostro Salvatore, vuole che tutti gli uomini siano salvati e vengano alla conoscenza della verità. Infatti c'è un solo Dio e anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo, che ha dato sè stesso come prezzo di riscatto per tutti"
Timoteo 2:3

Ho il Parkinson e sono in pace

grudem wayneMercoledì scorso il mio medico di famiglia mi ha visitato con dei sintomi un po’ preoccupanti e ha ipotizzato un morbo di Parkinson. Mi ha mandato da una neurologa e lei venerdì ha confermato che senza ombra di dubbio ho il morbo di Parkinson.

Si tratta di un disturbo neurologico progressivo per cui non esiste nessuna terapia nota, anche se ci sono dei farmaci che alleviano i sintomi e possono rallentare il decorso della malattia. Il medico mi ha prescritto una medicina che giova ad alcuni pazienti, ma non ad altri. Non ha ritenuto che i miei sintomi fossero così forti da prescrivermi il farmaco più comune (la dopamina), perché la sua efficacia diminuisce con il tempo e non voleva incominciare la cura troppo presto.

Abbiamo iniziato le pratiche per avere un appuntamento presso il Barrow Neurological Institute, che secondo Wikipedia è “l’istituto per la ricerca e il trattamento delle neuropatie più grande del mondo” e si trova qui a Phoenix.

Fra i sintomi che al momento manifesto, c’è un calo del controllo motorio, sicché la mia calligrafia è al tempo stesso meno leggibile e più confusa; quando scrivo alla tastiera, a volte batto un tasto due volte o non lo batto per niente; il controllo che ho sul mouse del computer non è troppo preciso. È anche più difficile abbottonarmi la camicia e a volte, quando cerco di prendere le cose, sento un leggero tremolio. Sono tutte cose che riesco ancora a fare, solo con un po’ più di lentezza, mi ci vuole più concentrazione. In più, mi sembra di muovere le braccia e le gambe più lentamente nelle comuni attività quotidiane. Mia moglie, Margaret, dice che a volte l’aspetto del mio volto sembra un po’ “spento” e noto che è più difficile sorridere. In foto recenti, il mio sorriso non appariva più autentico o naturale; sembrava più forzato.

I sintomi e la velocità di progressione della malattia variano moltissimo da un paziente all’altro e a quanto pare è impossibile fare delle previsioni. A volte, il decorso è molto lento, come nel caso di Billy Graham, che ha il Parkinson da ventisei anni (ora ne ha novantasei). Anche l’attore Michael J. Fox ha il Parkinson e ha continuato a lavorare. Nel caso di altre persone, però, la malattia progredisce più velocemente.

Profonda pace dal Signore

Come stiamo? Margaret è stata un aiuto e un incoraggiamento meraviglioso e continua a ricordarmi che “in questa prova, siamo insieme”. È una moglie straordinaria, la migliore che potessi trovare.

Proviamo entrambi una profonda pace da parte del Signore al riguardo. Il re Davide disse al Signore: “I miei giorni sono nelle tue mani” (Salmi 31:15) e davvero mi sento così.

Di solito, il Parkinson non accorcia molto l’aspettativa di vita di una persona; in ogni caso, sono felice di vivere, fino a quando il Signore vorrà che io viva e di continuare a essere produttivo, fino a quando egli me ne darà la capacità: “I tuoi occhi videro la massa informe del mio corpo, e nel tuo libro erano tutti scritti i giorni che mi erano destinati, quando nessuno d’essi era sorto ancora” (Salmi 139:16).

Mi piacerebbe però, se Dio lo permette, portare a termine gli impegni editoriali principali su cui sono impegnato al momento.

  1. Un manuale di etica cristiana, che richiederà (spero) un altro anno per essere finito, dopo che la prima bozza è fatta, cioè fino al gennaio 2017 .

  2. Un’edizione riveduta del mio libro Teologia sistematica, che dovrebbe impegnarmi dal 2017 al 2019.

Prevedo di continuare a insegnare al Phoenix Seminary fino a quando sarò in grado di farlo efficacemente. (Il seminario sarà trasferito nel luglio del 2017 in una nuova sede, costruita ad appena dodici minuti da casa nostra).

Bada al servizio che hai ricevuto

Qui di seguito vi sono alcuni altri versetti che lo scorso anno il Signore mi ha fatto venire in mente e che ora sembrano particolarmente appropriati.

Insegnaci dunque a contare bene i nostri giorni, per acquistare un cuore saggio” (Salmi 90:12). Ho bisogno di essere un saggio amministratore dei giorni che mi rimangono.

Ora Davide, dopo aver eseguito il volere di Dio nella sua generazione, si è addormentato” (Atti 13:36). Tutto quello che voglio fare è eseguire il volere di Dio per me nella mia generazione.

Bada al servizio che hai ricevuto nel Signore” (Colossesi 4:17). Questo versetto è stato particolarmente incisivo nella mia mente negli ultimi anni circa; con tutto me stesso voglio badare “al ministero che [ho] ricevuto nel Signore”, che penso essere il manuale di etica e la revisione della Teologia sistematica.

Poi, sul piano personale, il mio proposito è quello di prendere gli opportuni accorgimenti affinché a Margaret possa essere fornito tutto il supporto necessario, se dovesse venire il tempo in cui non sarò in condizione di lavorare e di aiutare con le incombenze di tutti i giorni.

Altri versetti in questi ultimissimi giorni sono diventati più significativi.

La nostra cittadinanza è nei cieli, da dove aspettiamo anche il Salvatore, Gesù Cristo, il Signore, che trasformerà il corpo della nostra umiliazione rendendolo conforme al corpo della sua gloria, mediante il potere che egli ha di sottomettere a sé ogni cosa” (Filippesi 3:20-21). La mia speranza di un corpo di risurrezione perfetto simile a quello di Cristo è ora più forte che mai.

Non ci scoraggiamo; ma, anche se il nostro uomo esteriore si va disfacendo, il nostro uomo interiore si rinnova di giorno in giorno. Perché la nostra momentanea, leggera afflizione ci produce un sempre più grande, smisurato peso eterno di gloria” (2 Corinzi 4:16-17). Alla luce dell’eternità, il Parkinson è una “momentanea, leggera afflizione”.

Chi ho io in cielo fuori di te? E sulla terra non desidero che te. La mia carne e il mio cuore possono venir meno, ma Dio è la rocca del mio cuore e la mia parte di eredità, in eterno” (Salmi 73:25-26). La mia personale comunione con Dio è decisamente più preziosa di qualsiasi stato di salute fisica: questo, ora più che mai, lo sento profondamente e autenticamente.

Apprezzerò le vostre preghiere per i progetti a cui ho fatto riferimento sopra e affinché possa continuare a ricevere delle buone cure mediche, nonché se il Signore vorrà, per una guarigione parziale o totale, per mezzo della medicina o di un suo intervento miracoloso.

Wayne Grudem è ricercatore di teologia e scienze bibliche, presso il Phoenix Seminary, nonché autore del volume Dottrine bibliche. È cofondatore del Council on Biblical Manhood and Womanhood e ha prestato la sua opera quale curatore generale della Bibbia da studio ESV.

 

Articolo pubblicato su Desirig God al seguente link

 

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