"Perchè, se con la bocca avrai confessato Gesù come Signore e avrai creduto con il cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato."
Romani 10:9

Gli idoli patroni d'Italia 2/2

san gennaroQui potete leggere la prima parte di questo post. 

E veniamo al caso, sotto certi aspetti, ancora più clamoroso di Giorgio di Lydda, protettore di Ferrara, Genova e Reggio Calabria. Secondo la leggenda “Giorgio è tribuno dell’armata romana, originario della Cappadocia. Nei suoi viaggi giunge in Libia, nella città di Silene, dove, in una grande palude, si nascondeva un orribile drago che, quando si avvicinava alle mura della città, uccideva col suo fiato infuocato e pestifero tutti quelli nei quali si imbatteva. I cittadini, per mitigare il furore del drago e impedire che, appestando l’aria, provocasse la morte di molti, gli offrirono in cibo due pecore al giorno, ma quando le pecore, delle quali non avevano molta disponibilità, cominciarono a mancare, presero a nutrirlo ogni giorno con una pecora e un uomo. Il nome della vittima era tirato a sorte, e già tutti i giovani validi della città erano stati divorati, quando fu estratta a sorte per essere portata al drago l’ultima figlia del re. Il re, disperato, offrì in cambio metà del suo regno e tutti i suoi tesori, ma il popolo ritenne offensiva questa offerta, se ciascuno, senza tentennare, aveva presentato al drago i propri figli. Il re chiese allora otto giorni di tempo, al termine dei quali i cittadini cominciarono ad agitarsi perché morivano per il soffio pestifero del drago. Il re, visto che nessuno poteva salvare la figlia, la vestì di abiti regali, pianse sopra di lei la sua disperazione, la benedisse, guardandola allontanarsi verso il lago. Il beato Giorgio, trovandosi a passare di lì, incontrò la fanciulla piangente e le chiese cosa avesse. Dopo molte insistenze seppe della sorte a cui era destinata, e, invitandola a non temere, le promise di venirle in aiuto nel nome del Cristo. Mentre i due parlavano il drago sollevò la testa dall’acqua. Giorgio montò sul cavallo, si segnò con la croce e si lanciò sul drago, vibrando la lancia con la quale lo ferì gravemente. Il drago cadde a terra, e Giorgio invitò la fanciulla ad avvolgere la sua cintura intorno al collo del mostro. Quando ella ciò fece, il drago la seguì mansueto come un cagnolino. Il popolo, nel vederla avvicinarsi alla città, fu preso dal terrore, ma Giorgio lo rassicurò, annunziando che egli era stato mandato da Dio proprio per liberarli dal drago, se essi avessero accettato la conversione e il battesimo. Tutti gli abitanti si battezzarono, e Giorgio uccise il drago che fu portato fuori della città su un carro trainato da quattro coppie di buoi. Vuole la leggenda che in quel giorno furono battezzati ventimila uomini, oltre le donne e i bambini. Il re fece costruire un grande tempio in onore della madre di Dio e del beato Giorgio, e dall’altare sgorgò una fonte viva per le acque della quale molti infermi guarirono. Il re offrì anche a Giorgio una grande somma di denaro che egli distribuì ai poveri” (Ireneo Bellotta, I santi patroni d’Italia, ed. Newton-Compton, Roma 2001, p. 140).

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Che tipo di “Santo”?

 

papiSeguendo la formula cattolico romana, i due papi Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, hanno dovuto aspettare rispettivamente 51 e 9 anni dopo la morte per essere riconosciuti “santi”. Tra l’altro nel secondo caso il processo è stato ritenuto particolarmente rapido! Per essere riconosciuti “santi” secondo questa formula, bisogna di aver compiuto almeno un miracolo e di aver manifestato altri meriti personali.

 

Qui vedo due problemi, uno formale e l’altro sostanziale.

 

Il problema formale è il modo in cui viene usato il termine “santo”. Il problema sostanziale è che a fare quest’errore è un’istituzione che si reputa “apostolica”. Nel Nuovo Testamento l’appellativo “santo” si applica a persone ancora in vita sulla terra che sono state “santificate”, ossia “appartate da Dio”, mediante lo Spirito Santo (1 Pietro 1:2). Quindi, mentre per la chiesa cattolica romana i “santi” sono una categoria speciale di cristiani, secondo gli apostoli i santi sono tutti coloro che hanno posto la loro fede in Cristo per essere salvate.

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Galati, il messaggio della grazia secondo John Stott

Galati COPERTINA JPG 200L’apostolo Paolo insegna che in Cristo abbiamo la salvezza come dono gratuito della grazia. Ma qual è, allora, la nostra responsabilità? E quali sono le caratteristiche che devono accompagnareun discepolo di CristoQuali regole dovrebbe seguire un cristiano? Ne siamo esenti grazie a Cristo? La lettera di Paolo ai Galati solleva questi e altri interrogativi sul rapporto tra il cristiano e la legge, e proprio su questo aspetto si concentra la Guida redatta da John Stott, pubblicata nel 2008 e ora disponibile anche in italiano.

Nel volume l’autore condivide le intuizioni derivanti da anni di immersione nella Parola di Dio attraverso una serie di schede e di riflessioni adatte allo studio individuale o alla discussione comunitaria, per aiutare a comprendere che cosa Dio esige dai suoi discepoli e in che modo possiamo mettere in pratica la nostra fede, nell’ubbidienza e nella fedeltà.

Galati – Sperimentare la grazia di Cristo è il terzo volume della collana Guide allo studio.

Dello stesso autore BE Edizioni ha pubblicato Romani Incontrando la potenza del vangelo (2011);Atti Lo Spirito in azione (2011). Di prossima pubblicazione: Efesini; 1 Timoteo e Tito.

John R. W. Stott (1921-2011) è uno degli studiosi della Bibbia più amati del mondoGià pastore della chiesa All Souls di Londra, nel 2005 è stato inserito dalla rivista Time nell’elenco delle cento persone più influenti del mondo”. Autore dallo stile incisivo e profondo, i suoi libri sono stati tradotti in decine di lingue, vendendo milioni di copie.

SCHEDA TECNICA

John Stott

Galati. Sperimentare la grazia di Cristo

Una guida allo studio individuale o di gruppo

Pagine 90 euro 11,90

Formato 15x21

ISBN 978-88-97963-16-5

Prima edizione: Aprile 2014

 

Se desiderate potete sfogliare una parte del libro Galati – Sperimentare la grazia di Cristo e anche acquistarlo online.

 

 

Recensione: Il film Noah. Un fantasy non biblico. 1 parte

noah 2Non biblico, per sua stessa ammissione

Darren Aronofsky , regista e lo sceneggiatore di Noah, ha dichiarato alla rivista The New Yorker che il suo è «il film meno biblico che mai sia stato prodotto»1

Il 27 marzo, un gruppo di ricercatori di Answers in Genesi [1] ha guardato il film Noah. In base alle impressioni di alcuni fidati collaboratori dell’opera, compreso un membro dello staff, eravamo riluttanti a spendere del denaro per guardare questo spettacolo non biblico. Ma prima ancora che il film fosse uscito nelle sale, AiG aveva già ricevuto centinaia di domande su quale fosse la nostra posizione in proposito, così abbiamo pensato che fosse opportuno che un gruppo di ricerca di AiG visionasse il film e ne scrivesse una recensione.

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