"In nessun altro è la salvezza; perchè non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati."
Atti 4:12

Perché l’omosessualità non è un peccato come gli altri

new york al tramontoL’omosessualità non è il solo peccato menzionato in 1 Corinzi 6:9-10.

Non sapete che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non v’illudete; né fornicatori, né idolatri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriachi, né oltraggiatori, né rapinatori erediteranno il regno di Dio.

Pur non essendo il solo peccato menzionato, è però diverso da tutti gli altri, almeno oggi. In questo frangente storico, a differenza degli altri peccati qui elencati, l’omosessualità è esaltata con militante frenesia da settori sempre più vasti della nostra società. È vista come positiva, come la nuova frontiera del progresso.

A dire il vero, le masse si fanno sempre meno scrupoli sul peccato in generale. Innumerevoli persone sono idolatre, per non parlare di coloro che praticano l’immoralità sessuale o commettono adulterio, oppure rubano e sono avari, si ubriacano, oltraggiano il prossimo e truffano gli altri. Succede di continuo. Ora, tutti questi peccati, in mancanza di pentimento, sono uguali in rapporto al giudizio di Dio. Sono tutti meritevoli della sua ira e ci viene costantemente ricordato che “tali eravate alcuni di voi” (1 Corinzi 6:11). Di voi, che ora siete nella chiesa.

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Riflessioni sulla fine

Untitled giustoLa morte è al centro del nuovo libro di BE Edizioni: il pastore inglese Marcus Nodder affronta, con delicatezza e competenza biblica, il tema della scomparsa e del distacco.

Una situazione che accomuna tutti gli esseri viventi, un argomento su cui hanno discusso e riflettuto tutti i filosofi, una sfida per la scienza, un tema ricorrente nella letteratura, nell'arte, nel cinema: la morte è tutto questo, e molto altro. Di fronte alla morte l'essere umano si ferma e si interroga, consapevole di un destino che, presto o tardi, lo riguarderà. E, a seconda della propria fede e delle convinzioni personali, affronta il pensiero con approcci diversi: serenità, rassegnazione, rabbia, terrore.

Nonostante le promesse collegate alla fede cristiana, la morte resta un tema difficile da trattare anche sul piano teologico e dottrinale per le intense reazioni che provoca: per questo è da apprezzare Cosa accadrà quando morirò?, proposto ora in italiano da BE Edizioni, dove Marcus Nodder tratta l'argomento con un approccio sobrio ed equilibrato.

In sei capitoli Nodder affronta il tema a tutto tondo: Bibbia alla mano riflette sul tema del lutto, sul rapporto con le persone scomparse (compreso lo scomodo tema della preghiera per i defunti), sugli spiriti, ma anche su questioni pratiche (la scelta tra cremazione o sepoltura); con continui riferimenti alla Scrittura e all'esperienza cristiana espone le ipotesi sul post-mortem (“sonno dell'anima o con il Signore?”), suggerisce come affrontare la perdita di una persona cara e si interroga su come sarà la vita nell'eternità.

Con una certezza finale: «se siamo quelli che - scrive Nodder - come il re Davide, conoscono personalmente il Signore come pastore e padrone di casa, non abbiamo nulla da temere. Possiamo affrontare la morte con coraggio, convinzione e pace, perché sappiamo che egli “ha distrutto la morte e ha messo in luce la vita e l’immortalità mediante il vangelo”».

Marcus Nodder è pastore della St Peter’s Barge, una chiesa galleggiante ormeggiata al Canary Wharf di Londra, che si rivolge ai lavoratori del noto distretto finanziario. È sposato con Lina e ha quattro figli.

SCHEDA TECNICA

Marcus Nodder
Cosa accadrà quando morirò?
E altre domande su paradiso, inferno e vita futura

Pagine 132 – 9,00 € 
Collana Miscellanea
Formato 11,5x16,8
ISBN 978-88-97963-21-9
Prima edizione: Settembre 2015

Se desiderate potete sfogliare una parte del libro Cosa accadrà quando morirò e anche acquistarlo online.

Battaglia spirituale, istruzioni per l'uso

battaglia spiritualeIl tema del combattimento “contro le potenze dell’aria” ricorre spesso nella Bibbia, ma negli ultimi secoli le chiese hanno rischiato di fraintenderne i contenuti. Augustus Nicodemus, Bibbia alla mano, offre alcuni spunti di riflessione.

Le possessioni esistono, e come superarle? L'occultismo è una questione seria o solo folklore? La magia ha davvero poteri soprannaturali, oppure si tratta solo di suggestione? La superstizione ha basi concrete oppure è solo una reazione infantile di fronte a situazioni difficili? Le manifestazioni spiritiche sono reali o sono frutto di un autocondizionamento? L'ossessione per il mondo degli spiriti è solo una passione eccentrica o il sintomo di un problema? Benedizioni e maledizioni hanno davvero effetto sulla vita delle persone?

Spiriti, demòni, presenze occulte sono state una preoccupazione costante per l'essere umano di ogni epoca: entità invisibili e, per questo, ancora più difficili da dominare.

Con l'avvento del cristianesimo la cultura occidentale ha acquisito una nuova prospettiva sul tema, basata sull'insegnamento di Gesù e degli apostoli. Ma, con il tempo, anche la chiesa ha perso di vista il corretto approccio con la parte oscura della spiritualità, correndo il rischio di non sapercisi più relazionare. Nel dubbio, alcune correnti dottrinali hanno semplicemente eliminato dalla loro teologia i riferimenti a questo versante, ignorandolo; altri hanno enfatizzato pratiche poco bibliche, con il rischio di perdere di vista il corretto insegnamento biblico sul tema. La società, da parte sua, ha sempre subito il fascino dell'occulto; molti, per curiosità o disperazione, ne sono rimasti coinvolti e gli approcci contraddittori dei credenti non hanno aiutato a dare una direttiva chiara sull'argomento.

Qual è, allora, il giusto equilibrio sul tema?

A proporre un ampio e accurato studio sul tema è il pastore evangelico brasiliano Augustus Nicodemus nel suo ultimo libro, "La battaglia spirituale", giunto alla sua quarta edizione portoghese, disponibile ora anche in Italia grazie all'impegno di BE Edizioni.

Bibbia alla mano, nelle oltre duecento pagine del volume Nicodemus - uno dei più noti teologi del Sudamerica e apprezzato conferenziere a livello internazionale - analizza i vari approcci alla materia - storici e attuali, cristiani e pagani - per inquadrare la questione in maniera precisa, obiettiva ed equilibrata, per poi fornire una panoramica sugli insegnamenti biblici messi a confronto con le principali dottrine cristiane legate alla battaglia spirituale, «nel tentativo - spiega l'autore nell'introduzione - di offrire agli evangelici una risorsa utile per il discernimento e la crescita nella verità che c’è in Cristo». Con una convinzione di fondo: la sfera spirituale, nella vita del credente e delle chiese, non va sottovalutata né sopravvalutata, ma dev'essere tenuta sempre nella giusta considerazione.

Al termine del percorso, Nicodemus offre inoltre al lettore una serie di suggerimenti pastorali pratici sul modo più opportuno per affrontare anche nel concreto l'argomento.

Augustus Nicodemus Lopes, brasiliano, è pastore presbiteriano. Si è laureato in teologia presso il seminario presbiteriano di Recife (Brasile), perfezionato con un master in Nuovo Testamento conseguito presso l’Università riformata di Potchefstroom (Sudafrica), un dottorato in ermeneutica biblica presso il Westminster Theological Seminary (USA) e ulteriori studi al Seminario riformato di Kampen (Olanda). È stato rettore per dieci anni dell’Università presbiteriana Mackenzie. È autore di diversi libri tra cui Che cosa stanno facendo alla chiesa L’ateismo cristiano. Sposato con Minka Schalkwijk, ha quattro figli: Hendrika, Samuel, David e Anna.

Il tema della battaglia spirituale sarà anche al centro dei due interventi che il pastore Nicodemus terrà, il 4 e 5 settembre a Padova, nell'ambito delle Giornate teologiche 2015

SCHEDA TECNICA

Augustus Nicodemus 

La battaglia spirituale

Pagine 221 – euro 22,00

ISBN 978-88-97963-15-8

Prima edizione: Settembre 2015

Potete acquistare il libro "Battaglia spirituale" nel nostro shop


 

Le chiese evangeliche e la libertà religiosa in Italia (seconda parte)

Piazza Duomo and Milan Cathedral Duomo di Milano in MilanGli articoli 7 e 8 della Costituzione concedono alle confessioni religiose di riferimento grandi possibilità di spazio e di movimento rispetto ai culti che invece rimangono sotto il cappello della legislazione fascista sui culti ammessi. Per superare questa oggettiva condizione di disparità, nell’ottobre del 2006 sono stati proposti alcuni progetti di legge sulla libertà religiosa e sulla abrogazione della legislazione sui culti ammessi da parte dell’on. Marco Boato (del gruppo Misto-Verdi) e da parte dell’on. Valdo Spini (del Partito Democratico di Sinistra – L’Ulivo).

Le proposte di legge non hanno mai visto la luce soprattutto perché la gerarchia cattolica si è opposta con forza a due principi in esse contenuti: l’eguale trattamento delle diverse confessioni religiose e l’applicazione del principio di laicità per tutte le fedi che esercitano la propria missione sul territorio italiano. Rimostranze su questi e su altri aspetti sono state fatte ai componenti della Commissione Parlamentare incaricata di studiare queste proposte di legge direttamente dal segretario della Cei, mons. Giuseppe Betori, il quale insisteva perché in materia si mantenesse una gerarchia “a tre piani”: in alto, la Chiesa Cattolica e i suoi Patti Lateranensi, al primo piano, le Intese con chi vuole o può stipularle, al piano terra, invece, i culti “riconosciuti”, regolati da una nuova legge sulla libertà religiosa.

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