"In nessun altro è la salvezza; perchè non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati."
Atti 4:12

La pazzia del vangelo e le pazzie degli evangelici

pastor pilaoL’apostolo Paolo scrisse ai corinzi che la predicazione della croce è pazzia per la mente carnale e naturale, per coloro che periscono (1 Corinzi 1:18,21,23; 2:14; 3:19). Lui stesso fu chiamato pazzo da Festo, mentre gli annunciava il messaggio della croce (Atti 26:24). Poco prima, ad Atene, era stato deriso dai filosofi epicurei e stoici, mentre annunciava loro il messaggio della croce e della risurrezione (Atti 17:18-32).

Il vangelo sembrerà sempre pazzia per gli uomini che non sono stati rigenerati. Tuttavia, non c’è niente di cui vergognarci, se veniamo considerati pazzi a causa del messaggio della croce e della risurrezione che annunciamo. Come ha scritto Pietro, se dobbiamo soffrire, ciò avvenga perché siamo credenti, non perché siamo assassini, ladri, malfattori o come chi s’intromette negli affari degli altri (1 Pietro 4:15-16).

Su questa stessa linea, l’apostolo Paolo, a un certo punto della Lettera ai Corinzi, chiede loro di evitare di sembrare pazzi: “Quando dunque tutta la chiesa si riunisce, se tutti parlano in altre lingue ed entrano degli estranei o dei non credenti, non diranno che siete pazzi?” (1 Corinzi 14:23). Ossia, l’apostolo non voleva che i cristiani dessero al mondo motivi per essere chiamati pazzi, se non a causa della predicazione della croce.

Purtroppo, gli evangelici – o una parte di loro – non hanno dato ascolto alle parole di Paolo che è bene cercare di non sembrare più pazzi di quanto non ci considerino già. Nell’ambiente evangelico c’è tanta insensatezza, mancanza di saggezza, superstizione e cose ridicole, che finiscono per dare ai nemici di Cristo una frusta con cui colpirci. Siamo ridicolizzati, disprezzati, diventiamo motivo di beffa, non perché predichiamo Cristo crocifisso, ma per sciocchezze, stupidaggini e bazzecole, tutte fatte in nome di Gesù Cristo. Cosa credete pensi il mondo di un predicatore che afferma di aver avuto una visione, in cui una gallina parla in lingue e un gallo interpreta in nome di Dio, portandogli una rivelazione profetica? Possiamo forse dire che l’imbarazzo provocato da ciò sia il risultato della predicazione della croce? Oppure ancora, il “pastore trottola”, che dopo aver parlato in lingue e profetizzato, gira su sé stesso come risultato dell’unzione di Dio?! Oppure, “l’unzione del leone”, presumibilmente ricevuta da parte di Dio durante un concerto cristiano, che porta la persona a camminare a gattoni sul palco come un animale selvatico?!1

Lo so che argomenteranno come Dio abbia parlato attraverso l’asina di Balaam e possa parlare attraverso i gallinacei unti. Ma la differenza è che l’asina parlò per davvero. Nessuno ha avuto una visone in cui l’asina parlava. Deve aver parlato nella lingua di Balaam e non in lingue strane. A quel tempo, mancavano profeti e Dio aveva solo un’asina per riprendere il mercenario Balaam. Non avrei problemi, se un pollaio intero parlasse in portoghese, in mancanza di uomini e donne di Dio in Brasile, ma non mi sembra che sia questo il caso.

So che Dio ordinò a dei profeti di camminare seminudi,2 profetizzare e fare cose strane, come nascondere cinture di lino affinché marcissero.3 Ancora, ordinò ad altri di mangiare miele selvatico e locuste e di vestirsi di pelli di animali.4 Tutto questo aveva senso a quell’epoca, quando la rivelazione scritta, la Bibbia, non era ancora pronta e i profeti erano strumenti di Dio per la sua rivelazione speciale e infallibile. Non vedo alcuna somiglianza tra il pastore trottola, la pastora leone e il profeta Isaia, che camminò seminudo e scalzo per tre anni come simbolo di ciò che Dio avrebbe fatto all’Egitto e all’Etiopia (Isaia 20:2-4).

Lo so che il mondo deriderà sempre i credenti, ma che questa derisione, come voleva Paolo, sia il risultato della predicazione della croce, la proclamazione delle verità del vangelo e non il frutto della nostra insensatezza.

Io non mi vergogno della pazzia del vangelo, ma delle pazzie di alcuni che si dicono evangelici.

Augustus Nicodemus Lopes , brasiliano, è pastore presbiteriano. Si è laureato in teologia presso il seminario presbiteriano di Recife (Brasile), perfezionato con un master in Nuovo Testamento conseguito presso l’Università riformata di Potchefstroom (Sudafrica), un dottorato in ermeneutica biblica presso il Westminster Theological Seminary (USA) e ulteriori studi al Seminario riformato di Kampen (Olanda). È stato rettore per dieci anni dell’Università presbiteriana Mackenzie. È autore di diversi libri tra cui La battaglia spirituale e Che cosa stanno facendo alla chiesa(pubblicati in italiano da BE Edizioni). Sposato con Minka Schalkwijk, ha quattro figli: Hendrika, Samuel, David e Anna.

Estratto del volume '' L’ateismo cristiano e altre minacce alla chiesa ''.

1 Purtroppo, negli ultimi dieci anni, questi fatti sono tutti realmente avvenuti all’interno della chiesa brasiliana, come si può anche verificare cercando i relativi video su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=xRNWvstH5sQ https://www.youtube.com/watch?v=kw7izx-FuSw (nde)

2 Cfr. Isaia 20:2-4 (ndr).

3 Cfr. Geremia 13:1-11 (ndr)

4 Cfr. Matteo 3:4; Marco 1:6 (ndr).

La chiesa tra minacce e opportunità

Ateismo CristianoUna nuova sfida ai cristiani del pastore brasiliano Augustus Nicodemus: «siamo pronti a cambiare abitudini per tornare a essere il sale della terra?»

Augustus Nicodemus ha a cuore la chiesa, e lo dimostra una volta di più: L'ateismo cristiano e altre minacce la chiesa nasce tre anni dopo il celebre Che cosa stanno facendo alla chiesa, e in qualche modo prosegue il discorso iniziato con il volume precedente, con un obiettivo chiaro: far comprendere l'importanza di offrire alla società una testimonianza chiara, onesta, concreta e coerente di che cosa significhi essere cristiani. Purtroppo non è ciò che le chiese evangeliche stanno facendo, rileva Nicodemus attingendo alla sua lunga esperienza pastorale in un Paese-laboratorio come il Brasile. «Cristo e gli apostoli - sottolinea - non volevano che i cristiani dessero al mondo ragione di chiamarci pazzi, tranne che per la predicazione della croce», e invece non sono poche le chiese che «trascurano gli insegnamenti di Gesù» per dedicarsi a dettagli insensati, tradizioni vuote, pratiche bizzarre.

Tra tutti, uno dei mali peggiori è quello che l'autore definisce “ateismo cristiano”, una sorta di dottrina parallela dove Dio esiste, ma «non interviene, non agisce nella storia umana e non si relaziona con le persone».

In trenta capitoli, suddivisi in sette sezioni, Nicodemus passa in rassegna alcuni sviluppi rilevati nei contesti neo-pentecostali, liberali, “libertini”, neo-puritani, teisti, “spiritualisti” (o "schiesati", i battitori liberi), per concludere con una disamina delle nuove pratiche entrate nei culti evangelici. Un percorso che non vuole limitarsi alla critica alle chiese, ma essere uno sprone per i credenti a evitare un approccio remissivo e impegnarsi, ancora una volta, all'azione, a «cambiare i nostri stessi principi per essere “sale della terra” in una società dal palato tanto alterato».

L'AUTORE

Augustus Nicodemus Lopes , brasiliano, è pastore presbiteriano. Si è laureato in teologia presso il seminario presbiteriano di Recife (Brasile), perfezionato con un master in Nuovo Testamento conseguito presso l’Università riformata di Potchefstroom (Sudafrica), un dottorato in ermeneutica biblica presso il Westminster Theological Seminary (USA) e ulteriori studi al Seminario riformato di Kampen (Olanda). È stato rettore per dieci anni dell’Università presbiteriana Mackenzie. È autore di diversi libri tra cui La battaglia spirituale e Che cosa stanno facendo alla chiesa (pubblicati in italiano da BE Edizioni). Sposato con Minka Schalkwijk, ha quattro figli: Hendrika, Samuel, David e Anna.

Proposto da BE Edizioni in occasione delle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016, il volume si aggiunge alla collana Schizzi d’autore. Grandi temi in poche parole.

SCHEDA TECNICA

Augustus Nicodemus
L’ateismo cristiano e altre minacce alla chiesa
Collana “Schizzi d’autore. Grandi temi in poche parole”
Pagine 194 – 15,90 €
Prima edizione: Agosto 2016
Formato 15 x 21
ISBN 978-88-97963-52-3

Se desiderate potete sfogliare una parte del libro L’ateismo cristiano e altre minacce alla chiesa e anche acquistarlo online

 

Pietro, dal tradimento alla riabilitazione

Dio non rinuncia a teBE Edizioni propone in italiano una riflessione del pastore brasiliano Hernandes Dias Lopes sui limiti umani e l’amore di Dio.

Perché Pietro è arrivato al punto di rinnegare Gesù, il suo Signore, a cui mostrava tanto amore e che serviva con tanta passione? E come mai, di fronte a questo gesto, Gesù non lo ripudia, non lo abbandona, ma anzi lo consola e lo ristabilisce?
La storia di Pietro mette ogni cristiano di fronte a una vicenda emblematica, che tocca ogni credente da vicino. Pietro, il più irruento dei discepoli, si ripromette di accompagnare Gesù, di servirlo, di proteggerlo; eppure a un certo punto, quando le circostanze diventano critiche, lo tradisce.
Succede a ognuno di noi, nella vita di tutti i giorni: vorremmo essere fedeli a Dio, ma per una serie di motivi facciamo scelte diverse. Eppure, nonostante i nostri limiti, le nostre cadute, i nostri errori, Gesù non rinuncia a noi.

Come spiega l'autore in apertura, «Dio non abdica al suo diritto di amarti, di averti per lui. Dio ti verrà sempre incontro; seguirà sempre i tuoi passi per trovarti». In tre passaggi, raccontati in altrettanti capitoli, Dias Lopes approfondisce “La caduta di Pietro”, analizzando i motivi che portano a questo sviluppo inatteso, per poi mettere in guardia il lettore sul rischio di commettere lo stesso errore (“Non correre il rischio di cadere”) e offrire infine una speranza per il futuro (“La restaurazione di Pietro può essere la tua”).

L'edizione italiana è arricchita da una postfazione di Daniele Pasquale, direttore dell'Istituto biblico evangelico italiano, intitolata "Io sono la Costa Concordia" e definita dall'autore «una parabola in negativo» da cui trarre spunto per riflettere su una – sempre possibile – riabilitazione morale e spirituale.

L’AUTORE

Hernandes Dias Lopes ha studiato al Seminário presbiteriano do sul  e presso il Reformed Theological Seminary. È pastore della Primeira Igreja Presbiteriana di Vitória, in Brasile, ed è considerato un punto di riferimento per la chiesa brasiliana. Ha scritto oltre cento libri, tradotti in varie lingue. È sposato con Udemilta Pimentel Lopes e ha due figli.

SCHEDA TECNICA

Hernandes Dias Lopes
Dio non rinuncia a te

Collana Miscellanea
Pagine 50 – 8,00 €
Prima edizione: Giugno 2016
Formato 11,50 x 16,8
ISBN 978-88-97963-56-1

Se desiderate potete sfogliare una parte del libro Dio non rinuncia a te e anche acquistarlo online

Fede e ortodossia: La Istituzione della teologia persuasiva di Francesco Turrettini

Istituzione teologia persuasivaL'Istituto di Formazione Evangelica e Documentazione di Padova
è lieto di invitare alla tavola rotonda con la partecipazione di Davide Monda, Pietro Bolognesi e Leonardo De Chirico su:

Fede e ortodossia: La Istituzione della teologia persuasiva di Francesco Turrettini
Firenze, BE Edizioni 2015
 
Bologna
Sabato 11 giugno 2016
Collegio dei Fiamminghi, Via Guerrazzi 20, ore 17.00
Info: 049 619623
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A 330 anni dalla sua pubblicazione BE Edizioni propone in italiano un classico della teologia del Seicento: la Istituzione della teologia persuasiva del teologo riformato Francesco Turrettini (1623-1687), opera finora disponibile solo nell’originale latino e in traduzione inglese e portoghese.

L’OPERA. Costata sei anni di lavoro, rappresenta il culmine dell’elaborazione teologica di Francesco Turrettini, personaggio ben noto nella sua epoca e divenuto, in seguito alla pubblicazione di quest’opera, punto di riferimento dottrinale a diverse latitudini, dalla Ginevra che lo vide attivo predicatore all’università americana di Princeton, dove la Institutiovenne adottata a lungo come libro di testo per gli studenti di teologia.

Il primo fascicolo dell’edizione italiana - un’opera imponente, di cui si prevede la conclusione nel 2025 - corrisponde al primo locus (argomento) del lavoro di Turrettini, dedicato alla teologia; seguiranno a cadenza periodica i successivi diciannove volumi, contententi i successivi loci.

A curare l’edizione italiana è il prof. Pietro Bolognesi, direttore dell’Istituto di formazione evangelica e documentazione di Padova, noto studioso della Riforma già membro di commissioni teologiche a livello internazionale.

IL CONTENUTO. «Contro certi luoghi comuni sulla teologia riformata - spiega Bolognesi nell’introduzione - la Istituzione di teologia persuasiva di Turrettini offre una presentazione rigorosa e fragrante, precisa e pastorale nel medesimo tempo. Attraverso essa si legge l’impegno di Turrettini nel catturare ogni pensiero per trarlo all’ubbidienza di Cristo e nutrire chi ha fame di cibo solido».

 

 

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