"Perchè, se con la bocca avrai confessato Gesù come Signore e avrai creduto con il cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato."
Romani 10:9

Gesù Cristo e Maometto

maomettoNon potevo concludere questa serie di post su Gesù e le altre religioni senza un riferimento al rapporto tra Gesù Cristo e Maometto, nome italianizzato dall’arabo Mohammed, il fondatore dell’Islam. E questo considerando le migliaia di Musulmani presenti anche in Italia – e che a Roma c’è la più grande moschea d’Europa.

Il rapporto tra Cristo e Maometto è molto più problematico del rapporto tra Cristo e Budda. Infatti il fondatore dell’Islam vedeva in Gesù Cristo un grande Profeta, che l’aveva preceduto per ribadire le verità proprie di quella ch’egli riteneva fosse la religione fondamentale rivelata da Dio, ed adulterata – secondo lui – da Ebrei e Cristiani.

Il Corano, che è la forma italianizzata di Qu’ran o “recitazione ad altra voce”, termine derivante dal Verbo qeryana, è il libro “sacro” dell’Islam o “sottomissione” a Dio, e naturalmente, della religione fondata, appunto, da Maometto. Tale libro è visto dai Musulmani o seguaci dell’Islam come contenente la rivelazione divina al Profeta Maometto, che quindi, dal loro punto di vista, non ha fondato nulla, ma è stato solo lo strumento passivo della rivelazione divina. Ne segue che essi non ritengono che il contenuto del Corano sia dovuto a Maometto, ma piuttosto direttamente a Dio.

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Di che segno sei?

astrologiaForse questa domanda è stata rivolta anche a voi che mi state leggendo, come a tanti altri, oggi più che mai! Il riferimento è ovviamente all'Astrologia.

Anche in questo caso c'è un apparenza ed una realtà. L'apparenza è costituita, prima di tutto, dai discorsi persuasivi di sapienza umana” (1 Corinzi 2:4), con cui gli astrologi e quelli che credono nell'Astrologia, cercano di giustificare la sua validità. Leggiamo, ad esempio, in Astrologia, un'opera di M.A. Barbereschi Fino:

“Viviamo tempi difficili, ma sopratutto paurosi. Mai come in questi ultimi anni abbiamo avuto la sensazione di vivere nella vita come ciechi che cercano il sentiero perduto in una giungla di motori, che vorrebbero essere definiti progresso tecnico, in un safari di bestie feroci, che vorrebbero essere riconosciute come uomini, in un pantano di sabbie mobili in cui irrimediabilmente sprofondano intelligenza, idealismo, spiritualità, moralità, onestà. Mai l'uomo si è sentito tanto indifeso come in questo mondo moderno, così ricco di armi di ogni tipo che possono essere affilate lame di pugnali come la potenza nucleare di una bomba atomica. L'uomo vive, oggi come ieri, in uno spazio cosmico in tui tutto è ispirato all'ordine, tutto è meravigliosamente collegato in rispondenze astrali che si irradiano, si trasmettono e ci raggiungono silenziosamente in una armonia universale che ha gli anni della creazione. Perchè l'uomo non sa guardare attorno a sé, perché non sa vedere, perché non sa comprendere quanto l'Universo gli insegna nella sua silenziosa armonia? Egli non sente il richiamo cosmico di questa armonia ancestrale per correre dietro all'Umanità, che distrugge se stessa con la pretesa di costruire una moderna civiltà. Invano l'uomo cerca pace negli altri uomini: nessuno lo ascolta, abbarbicato com'è al proprio egoismo. Invano l'uomo chiede pace all'Umanità: nessuno è più sordo di chi non vuol sentire ed il fragore dei motori che devono procurare la ricchezza cercata, voluta, non permette di sentire il grande coro di quanti chiedono soltanto pace. L'oro ha ancora per l'uomo di oggi lo stesso fascino che aveva per i cercatori di oro del passato: non cambia e costituisce esso stesso una disarmonia che dissolve paurosamente l'armonia cosmica. Se l'uomo sapesse ascoltare con umiltà la voce delle stelle, se permettesse alle stelle di illuminare la propria vita, se sapesse accettare le divine influenze degli astri, se sapesse apprezzare nle silenzio profondo delle stelle la voce astrale che sa tradursi in veri preziosi consigi di vita!” (M.A. Barbereschi Fino, Astrologia, ed. Raffaele Dimanno, Milano 1991, p.9)

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L’interpretazione letterale di Genesi 1-2 e la difficoltà cosmologica (secondo intervento)

220px-SN 1987A HST-1 l200La teoria della “giovane Terra”, abbracciata da molti teologi evangelici oltre oceano e seguita con convinzione anche in molte delle nostre chiese qui in Italia, asserisce che la creazione del mondo si deve far risalire soltanto a poche migliaia di anni fa (da 6000 a 7000), tanti quanti se ne sommano considerando le genealogie dei personaggi biblici, da Adamo in poi.

Questa teoria deve fare i conti con diversi problemi, fra i più seri dei quali bisogna contare quello che, in un post precedente, ho chiamato la questione cosmologica: se l’universo ha poche migliaia di anni di età, come può raggiungerci la luce di galassie distanti milioni di anni-luce, che per definizione dovrebbe impiegare milioni di anni ad arrivare sul nostro pianeta?

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