"O voi tutti che siete assetati, venite alle acque; voi che non avete denaro venite, comprate e mangiate! Venite, comprate senza denaro, senza pagare, vino e latte!"
Isaia 55:1

Diversamente Abili

diversamente abiliIntroduzione

In passato mi era sembrato un po’ forzato definire le persone affette da qualche disabilità come persone “diversamente abili”. Poi per la seconda volta nella vita mi sono trovato a combattere personalmente con una disabilità. Devo ammettere che mai, come nel 2012, mi sono sentito motivato a seguire le paraolimpiadi! Avendo praticato l’atletica leggera da adolescente, mi sembrava per certi versi improprio abbinare il nome “olimpiadi” – dal nome della città greca “Olimpia” – alle imprese di persone che non possono sperare di raggiungere la stessa velocità o lanciare un oggetto per la stessa distanza che possono fare persone pienamente abili. Infatti ai giochi di Olimpia erano i più forti a ricevere un ramoscello di ulivo come segno della propria vittoria.

Invece, guardando le paraolimpiadi di Londra, ho visto con grande ammirazione la grinta straordinaria di un ciclista tedesco che, con un solo braccio e una sola gamba, portò con abilità la sua bicicletta a una velocità niente male. Ho visto anche la nuotatrice italiana, Francesca Camellini, mantenere la rotta e vincere due medaglie d’oro e una di bronzo, nonostante sia una ragazza non vedente. Queste imprese e altre ancora mi hanno fatto pensare a Murray Halberg, il neozelandese che nel 1960 vinse la medaglia d’oro per i 5000 metri alle olimpiadi di Roma nonostante una disabilità, per poi dedicare il resto della sua vita a perorare la causa dei disabili. La disabilità di questi atleti li ha fatti diventare degli autentici campioni.

Leggi tutto: Diversamente Abili

Dov'è il tuo Dio

dov è il tuo DioQuest’interrogativo, di solito frutto di agnosticismo o di vero e proprio ateismo, è stato, esplicitamente o implicitamente, rivolto ai credenti sin dal tempo di chi ha composto il Salmo 42, fino ai giorni nostri. Dinanzi a tutta questa ingiustizia e malvagità che regna nel mondo, che fa questo vostro presunto Dio? Dov’è? Perché non si manifesta in maniera chiara ed inequivocabile con miracoli, in modo che possiamo credere in lui? Anch’io, con queste mie orecchie, ho sentito quest’ironica richiesta da parte di qualche mio “compagno”, quand’ero giovane. Recentemente questa domanda, anche se non rivolta ai credenti esplicitamente, a mio avviso, sta alla base del “Trattato di Ateologia” dello scrittore francese Michel Onfray. Secondo lui, infatti, la risposta alla domanda è “Dio non c’è”, ma è un’idea inventata dagli uomini, è un “Dio fabbricato dai mortali a loro immagine ipostatizzata” che “non esiste se non per rendere possibile la vita quotidiana, nonostante il cammino di tutti verso il nulla” (M. Onfray, Trattato di Ateologia; ed. Fazi, 2005, pp. 28, 29). Questo concetto, proprio dell’ateismo classico, è antico, ma, come si vede, sempre attuale e messo in rilievo specialmente dal Marxismo.

Leggi tutto: Dov'è il tuo Dio

Pietro, Paolo e Francesco

mundo-argentina-cristina-papaLa rinuncia di papa Benedetto XVI e l’elezione al suo posto del cardinale argentino Jorge Mario Bergoglio richiamano, ancora una volta, la questione della pretesa della chiesa Cattolica che il papa sia il legittimo successore dell’apostolo Pietro come capo della Chiesa di Gesù Cristo qui sulla terra. Francesco si siede sul trono di Pietro. Vediamo se è così?!

Ovviamente, la prima questione da definire è se l’apostolo Pietro, in qualche maniera, aveva un trono, se lui era una specie di papa della nascente chiesa cristiana del primo secolo e se ha lasciato un successore, che a sua volta, ha nominato il suo successore e così via, fino ad arrivare, da Pietro, a Francesco. Dico “prima questione” non soltanto per la sequenza logica della discussione, ma a causa della sua importanza. Entrambi cattolici e protestanti prendono le Sacre Scritture come la Parola di Dio. Perciò, è essenziale che un concetto di tale importanza come questo abbia un minimo di fondamento biblico. Ma ce l’ha?

Leggi tutto: Pietro, Paolo e Francesco

Quattro motivi per cui gli uomini non leggono i libri (con un suggerimento pratico)

leggereGli uomini in chiesa non leggono molto.

Non ho delle statistiche o degli studi che possano provare questo, ma la mia conclusione deriva dall’esperienza e da una realistica intuizione. Ho recentemente discusso questa conclusione con Albert Mohler e lui ha concordato, “È un’intuizione assolutamente corretta e perspicace”. Questo è già qualcosa.

Naturalmente, non tutti i cristiani maschi stentano nella lettura. Molti fra gli uomini sulle panche sono lettori davvero competenti e questo rende la chiesa più forte.

Leggi tutto: Quattro motivi per cui gli uomini non leggono i libri (con un suggerimento pratico)  

Informativa ai sensi dell'art. 13 D.LGS. 30 giugno 2003 n.196. Questo sito utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione. Chiudendo questo elemento o interagendo con questo sito senza modificare le impostazioni del browser acconsenti all'utilizzo di tutti i cookies di cui fa uso il sito. Per maggiori informazioni su come utilizzare e gestire i cookie, consulta la pagina della informativa sui cookies