"Cercate il Signore, mentre lo si può trovare; invocatelo, mentre è vicino."
Isaia 55:6

Chi siamo

BE Edizioni è una piccola casa editrice fiorentina. Dal 2010 produciamo libri di ispirazione cristiana con l'obiettivo di diffondere in Italia il pensiero evangelico, valorizzandone la ricchezza per offrire al lettore un'esperienza cristiana che abbiamo trovato stimolante e che, riteniamo, possa dare molto a chi cerca la Verità.

I nostri libri raccontano la nostra idea di fede cristiana: un'idea serena, onesta, attenta alla realtà, capace di dialogare con tutti confrontandosi con rispetto ma senza timori reverenziali.

Il nostro approccio spazia tra la teologia e l'etica quotidiana, perché riteniamo che per un cristiano oggi sia fondamentale approfondire il pensiero biblico e, allo stesso tempo, applicarlo alle molteplici sfide del contesto sociale in cui vive e opera.

A completare la nostra offerta si sono aggiunte nel tempo otto collane specifiche che attingono a proposte italiane o si allargano al panorama internazionale per raccogliere gli stimoli, gli spunti ma anche gli allarmi di un mondo cristiano in continuo fermento.

Il sogno di BE Edizioni diventa realtà, giorno dopo giorno, grazie a una squadra giovane ed entusiasta che contribuisce con passione alla realizzazione dei suoi progetti editoriali, curandone con attenzione ogni aspetto, per offrire al lettore un'esperienza originale e caratterizzata dalla qualità.

BE Edizioni Blog

Intervista a Diprose sull’Italia

diproseCaro Rinaldo, te ormai sei in Italia da più di quarant’anni, hai vissuto a Roma, vicino a Napoli, nella provincia di Latina e poi di nuovo a Roma. Inoltre hai viaggiato per tutta l’Italia con la scuola biblica IBEI, predicando in tante comunità, presentando libri e partecipando a tantissimi incontri. Insomma, ti sei fatto una grande esperienza sulla Chiesa italiana. Come potresti definire in poche parole il movimento evangelico italiano?

Non credo che esista un “movimento evangelico italiano”. Si è detto che “gli evangelici italiani sono pochi e ben divisi”. In realtà i vari movimenti di cui si compone il mondo evangelico sono nati in momenti diversi e, quindi, con caratteristiche ben diverse: i Valdesi risalgono alla scelta radicale di Pietro Valdo nel decennio 1170-1180 e hanno vissuto gli anni della riforma protestante; invece gli inizi delle Assemblee dei Fratelli coincisero con il moto risorgimentale e rispecchiano in parte l’idealismo dell’epoca; altri movimenti, come i Battisti dell’UCEBI e i Metodisti sono il frutto dell’opera di missionari mandati in Italia da tali denominazioni; il movimento pentecostale fu introdotto in Italia da italiani emigrati negli Stati Uniti dove avevano conosciuto il vangelo per poi tornare in patria e predicare il vangelo ponendo un’enfasi particolare sull’opera dello Spirito Santo; vari gruppi di chiese evangeliche sono poi nate a opera di missioni indipendenti del periodo del dopo guerra. Quindi definirei “molto vario” il mondo evangelico italiano.

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Il Rosario

rosarioNel 2002 Giovanni Paolo II scrisse: “Proclamo l’anno che va dall’ottobre di quest’anno (2002) all’ottobre del 2003 ANNO DEL ROSARIO” (Giovanni Paolo II, Rosarium Virginia Mariae, Lettera apostolica all’espiscopato, al clero e ai fedeli sul Santo Rosario; ed. Paoline, Milano 2002, p.7)

Perché proprio “ottobre”? Perché il 7 ottobre è, per i Cattolici, la festa della “Beata Vergine Maria del Rosario”. Ma che cosa è il Rosario? Riporto qui la definizione che ne dà il “Grande Dizionario Enciclopedico” della UTET (vol. XVI, pp. 305, 306), perché sinteticamente dice tutto: ROSARIO, Pratica devota in onore di Maria Vergine, consistente nel recitare 15 decine di Ave Maria; ogni decina comincia con il Pater e finisce con il Gloria, premesso l’annuncio di un mistero, cioè di un episodio della vita della Vergine o del Redentore (5 considerati gaudiosi, 5 dolorosi, 5 gloriosi). Ordinariamente se ne recita un terzo con l’uno e l’altro dei tre gruppi di misteri, e per contare esattamente le Ave Maria si fa uso di una corona di 50 piccoli grani, con interposto un grano maggiore ogni 10.

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Gesù e la Bibbia

gesù e la bibbiaPer il Signore, le Scritture avevano un valore oggettivo, nel senso che in sé stesse erano per Lui un punto assoluto di riferimento. Certo, avrebbe potuto insegnare solo in base alla Sua autorità di Figliuolo di Dio e Messia, ma volle usar le Scritture proprio per dimostrare che c’era continuità tra il Suo insegnamento e la Rivelazione veterotestamentaria, ed anche, a mio avviso, per insegnare a noi come usare le Scritture.

Esemplare a tale riguardo è il Suo dialogo con Satana, il Tentatore – Matteo 4:1-11 (si veda anche Marco 1:12,13; Luca 4: 1-13). Questo “botta e risposta” tra Gesù e Satana avvenne con riferimenti biblici da entrambe le parti; perfino Satana citò le Scritture, anche se a modo suo, dato che si accorse, appunto, che per Gesù esse costituivano una suprema autorità. Da parte di Gesù, Deuteronomio 8:3; poi il Salmo 91:11-12 da parte di Satana; ed ancora Deuteronomio 6:16 da parte di Gesù, ed infine Deuteronomio 6:13, “Vattene, Satana, poiché stà scritto: Adora il Signore Dio tuo ed a Lui solo rendi il culto”. “Sta scritto” e la questione è chiusa! Qui si prende la Bibbia come un’autorità oggettiva che ogni soggetto credente deve ascoltare e rispettare senza discutere.

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