"O voi tutti che siete assetati, venite alle acque; voi che non avete denaro venite, comprate e mangiate! Venite, comprate senza denaro, senza pagare, vino e latte!"
Isaia 55:1

Chi siamo

BE Edizioni è una piccola casa editrice fiorentina. Dal 2010 produciamo libri di ispirazione cristiana con l'obiettivo di diffondere in Italia il pensiero evangelico, valorizzandone la ricchezza per offrire al lettore un'esperienza cristiana che abbiamo trovato stimolante e che, riteniamo, possa dare molto a chi cerca la Verità.

I nostri libri raccontano la nostra idea di fede cristiana: un'idea serena, onesta, attenta alla realtà, capace di dialogare con tutti confrontandosi con rispetto ma senza timori reverenziali.

Il nostro approccio spazia tra la teologia e l'etica quotidiana, perché riteniamo che per un cristiano oggi sia fondamentale approfondire il pensiero biblico e, allo stesso tempo, applicarlo alle molteplici sfide del contesto sociale in cui vive e opera.

A completare la nostra offerta si sono aggiunte nel tempo otto collane specifiche che attingono a proposte italiane o si allargano al panorama internazionale per raccogliere gli stimoli, gli spunti ma anche gli allarmi di un mondo cristiano in continuo fermento.

Il sogno di BE Edizioni diventa realtà, giorno dopo giorno, grazie a una squadra giovane ed entusiasta che contribuisce con passione alla realizzazione dei suoi progetti editoriali, curandone con attenzione ogni aspetto, per offrire al lettore un'esperienza originale e caratterizzata dalla qualità.

BE Edizioni Blog

Intervista a Diprose sul matrimonio

diproseCaro Rinaldo, te hai trascorso quasi 45 anni fianco a fianco con Eunice, tua moglie, prima che lei andasse col Signore circa un anno fa. Per chi avesse avuto l’opportunità di conoscervi come coppia, una delle cose che non avrebbe potuto non notare era il vostro affiatamento, la vostra amicizia e gioia. Secondo te quali sono stati gli ingredienti che hanno reso così bella e preziosa la vostra unione?

Innanzitutto la convinzione che il Signore ci aveva fatti incontrare e che eravamo fatti l’uno per l’altra. Un’altra cosa, il fatto che le nostre voci si armonizzavano perfettamente nel canto. Pochi mesi dopo esserci incontrati abbiamo cantato il nostro primo duetto a una festa. Per una parte del canto io cantavo la melodia e lei il contralto e poi lei cantava la melodia ed io il tenore. Abbiamo cantato così, la melodia e un controcanto, durante tutti questi anni, a casa intorno al pianoforte, durante i culti e in occasioni speciali. (Adesso mi è difficile cantare per molto tempo senza piangere perché mi manca la sua voce.) Poi il fatto di condividere i progetti e fare molte cose insieme, anche scalando piccole montagne. Mi piace sfogliare l’album (intitolato “dal fidanzamento all’eternità”) che documenta le varie tappe del nostro viaggio insieme, con foto annuali scattate in luoghi alquanto diversi. Infine credo che, a contribuire alla qualità della nostra unione, sia stata l’importanza che abbiamo dato alla vita familiare, in particolare il rapporto con i nostri figli e poi con i loro congiunti e con i nostri nipoti.

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Diversamente Abili

diversamente abiliIntroduzione

In passato mi era sembrato un po’ forzato definire le persone affette da qualche disabilità come persone “diversamente abili”. Poi per la seconda volta nella vita mi sono trovato a combattere personalmente con una disabilità. Devo ammettere che mai, come nel 2012, mi sono sentito motivato a seguire le paraolimpiadi! Avendo praticato l’atletica leggera da adolescente, mi sembrava per certi versi improprio abbinare il nome “olimpiadi” – dal nome della città greca “Olimpia” – alle imprese di persone che non possono sperare di raggiungere la stessa velocità o lanciare un oggetto per la stessa distanza che possono fare persone pienamente abili. Infatti ai giochi di Olimpia erano i più forti a ricevere un ramoscello di ulivo come segno della propria vittoria.

Invece, guardando le paraolimpiadi di Londra, ho visto con grande ammirazione la grinta straordinaria di un ciclista tedesco che, con un solo braccio e una sola gamba, portò con abilità la sua bicicletta a una velocità niente male. Ho visto anche la nuotatrice italiana, Francesca Camellini, mantenere la rotta e vincere due medaglie d’oro e una di bronzo, nonostante sia una ragazza non vedente. Queste imprese e altre ancora mi hanno fatto pensare a Murray Halberg, il neozelandese che nel 1960 vinse la medaglia d’oro per i 5000 metri alle olimpiadi di Roma nonostante una disabilità, per poi dedicare il resto della sua vita a perorare la causa dei disabili. La disabilità di questi atleti li ha fatti diventare degli autentici campioni.

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Dov'è il tuo Dio

dov è il tuo DioQuest’interrogativo, di solito frutto di agnosticismo o di vero e proprio ateismo, è stato, esplicitamente o implicitamente, rivolto ai credenti sin dal tempo di chi ha composto il Salmo 42, fino ai giorni nostri. Dinanzi a tutta questa ingiustizia e malvagità che regna nel mondo, che fa questo vostro presunto Dio? Dov’è? Perché non si manifesta in maniera chiara ed inequivocabile con miracoli, in modo che possiamo credere in lui? Anch’io, con queste mie orecchie, ho sentito quest’ironica richiesta da parte di qualche mio “compagno”, quand’ero giovane. Recentemente questa domanda, anche se non rivolta ai credenti esplicitamente, a mio avviso, sta alla base del “Trattato di Ateologia” dello scrittore francese Michel Onfray. Secondo lui, infatti, la risposta alla domanda è “Dio non c’è”, ma è un’idea inventata dagli uomini, è un “Dio fabbricato dai mortali a loro immagine ipostatizzata” che “non esiste se non per rendere possibile la vita quotidiana, nonostante il cammino di tutti verso il nulla” (M. Onfray, Trattato di Ateologia; ed. Fazi, 2005, pp. 28, 29). Questo concetto, proprio dell’ateismo classico, è antico, ma, come si vede, sempre attuale e messo in rilievo specialmente dal Marxismo.

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Pietro, Paolo e Francesco

mundo-argentina-cristina-papaLa rinuncia di papa Benedetto XVI e l’elezione al suo posto del cardinale argentino Jorge Mario Bergoglio richiamano, ancora una volta, la questione della pretesa della chiesa Cattolica che il papa sia il legittimo successore dell’apostolo Pietro come capo della Chiesa di Gesù Cristo qui sulla terra. Francesco si siede sul trono di Pietro. Vediamo se è così?!

Ovviamente, la prima questione da definire è se l’apostolo Pietro, in qualche maniera, aveva un trono, se lui era una specie di papa della nascente chiesa cristiana del primo secolo e se ha lasciato un successore, che a sua volta, ha nominato il suo successore e così via, fino ad arrivare, da Pietro, a Francesco. Dico “prima questione” non soltanto per la sequenza logica della discussione, ma a causa della sua importanza. Entrambi cattolici e protestanti prendono le Sacre Scritture come la Parola di Dio. Perciò, è essenziale che un concetto di tale importanza come questo abbia un minimo di fondamento biblico. Ma ce l’ha?

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