"Perchè Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinchè chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna."
Giovanni 3:16

Chi siamo

BE Edizioni è una piccola casa editrice fiorentina. Dal 2010 produciamo libri di ispirazione cristiana con l'obiettivo di diffondere in Italia il pensiero evangelico, valorizzandone la ricchezza per offrire al lettore un'esperienza cristiana che abbiamo trovato stimolante e che, riteniamo, possa dare molto a chi cerca la Verità.

I nostri libri raccontano la nostra idea di fede cristiana: un'idea serena, onesta, attenta alla realtà, capace di dialogare con tutti confrontandosi con rispetto ma senza timori reverenziali.

Il nostro approccio spazia tra la teologia e l'etica quotidiana, perché riteniamo che per un cristiano oggi sia fondamentale approfondire il pensiero biblico e, allo stesso tempo, applicarlo alle molteplici sfide del contesto sociale in cui vive e opera.

A completare la nostra offerta si sono aggiunte nel tempo otto collane specifiche che attingono a proposte italiane o si allargano al panorama internazionale per raccogliere gli stimoli, gli spunti ma anche gli allarmi di un mondo cristiano in continuo fermento.

Il sogno di BE Edizioni diventa realtà, giorno dopo giorno, grazie a una squadra giovane ed entusiasta che contribuisce con passione alla realizzazione dei suoi progetti editoriali, curandone con attenzione ogni aspetto, per offrire al lettore un'esperienza originale e caratterizzata dalla qualità.

BE Edizioni Blog

La Messa

messaNon so se avete notato un fatto davvero strano, vedendo qualche film in televisione: anche gli Evangelici vanno “a Messa”. Quest’anomalia è evidentemente dovuta a chi cura il doppiaggio, perché certamente quello non è il termine usato nella lingua dell’originale, di solito inglese. Avviene una mistificazione ecumenica perfino nei film doppiati in italiano! E vorrei tanto chiedere ai responsabili ragione di tale latente alterazione della sceneggiatura originale – invece di “Messa” basta dire semplicemente “culto” -. Che male c’è?

Il fatto è che il Cattolicesimo Romano fa così parte della cultura italiana da influenzare massicciamente tutte le sue manifestazioni, non escluse quelle artistiche. Insomma è quasi inconcepibile che si vada al “culto” e non alla Messa! E ricordo, a tal proposito, che quando nel 1992 fui ricoverato in un ospedale per un grave infarto e lì si seppe che ero un pastore evangelico, un’infermiera si meravigliò che portassi al dito la fede nuziale. Si meravigliò ancora di più quando le disse che ero felicemente sposato e che avevo anche una figlia. Potete immaginare il motivo della sua sorpresa: vedeva in me un prete, che ovviamente….non poteva essere sposato! Mi è perfino capitato che all’università alcune studentesse si ostinassero a chiamarmi “padre”…

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Istruzione o improvvisazione? (1 di 2)

istruzione“Fino a che tutti giungiamo all'unità della fede e della piena conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomini fatti, all'altezza della statura perfetta di Cristo” (Efesini 4:13).

“Il mio popolo perisce per mancanza di conoscenza” (Osea 4:6).

In questi ultimi anni, negli ambienti evangelici, si vanno sempre più diffondendo due correnti di pensiero completamente opposte tra di loro, ma entrambe fortemente sostenute e addirittura oserei dire che queste si impongono, quasi in modo tassativo. Una afferma l'obbligo, per gli aspiranti al ministero, di dover possedere “almeno” una laurea; l'altra sostiene di non dover assolutamente ricorrere ad alcun titolo di studio, perché ciò sminuisce e svaluta la potenza dello Spirito Santo. Essendo due posizioni completamente contrastanti tra di loro, ne consegue che, per forza di cose, non possono essere entrambe corrette. Pur avendo una mia posizione a riguardo, mi astengo per il momento dall'esporla, perché credo che la cosa più saggia da fare sia appurare ciò che dice la Bibbia.

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Intervista a Diprose sui figli

diproseCaro Rinaldo, te hai avuto il privilegio insieme a tua mogli Eunice, di crescere tre figli. Due maschi e una femmina. Ormai i tuoi figli sono grandi e te sei diventato anche nonno. Che esperienza è stata?

Credo che il segreto per affrontare bene il compito di crescere figli sia quello di convincersi che ciò fa parte di una vita normale. Per più di trent’anni (perché il nostro terzo figlio è nato dopo una pausa si 12 anni) avere figli appresso è stato un aspetto inscindibile della nostra vita, sia nei periodi più regolari sia quando ci trovavamo in viaggio, a svolgere un ministro particolare, in vacanza, a celebrare una festa, o qualsiasi altra cosa. Prendere del tempo soltanto per noi, come coppia, è stata un’esperienza molto rara. Detto ciò, questi anni sono stati un’esperienza di crescita, di aggiornamento (perché gli adolescenti ti costringono a rimanere in contatto con ciò che sta succedendo nel mondo) e di arricchimento.

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L'importanza delle lingue bibliche originali

agape-love-Più volte ho fatto riferimento all'importanza delle lingue bibliche originali, e qui porto tre esempi di tale necessità, uno dall’Antico Testamento e due dal Nuovo, tra loro strettamente collegati: sono passi che non possono essere compresi appieno senza qualche conoscenza dell’ebraico e del greco.

Il primo passo è 2 Cronache 20:20, “La mattina seguente si levarono di buon ora e si misero in cammino verso il deserto di Teqoa; e come si mettevano in cammino Giosafat, stando in piedi, disse: ‘Ascoltatemi, o Giuda, e voi abitanti di Gerusalemme! Credete (ha’ minu) nel Signore, che è l’Iddio vostro, e sarete al sicuro (wethe’amenu); credete ai suoi Profeti e trionferete”.

Il contesto è la vittoria di Giosafat e del suo esercito sui Moabiti, Ammoniti ed Edomiti. Ora le forme verbali ebraiche tradotte in italiano con “credete” e “sarete al sicuro” derivano tutte e due dalla radice verbale aman, che può significare sia “essere fermo, forte, al sicuro”, sia “credere”, a seconda delle diverse forme verbali usate. Ne segue che nel passo su citato “credere ed essere al sicuro” sono strettamente associate tra di loro in quanto derivano dalla stessa radice verbale “aman”: se si crede in Dio, si è al sicuro. Quindi l’uso di due forme dello stesso verbo, con sfumature diverse, ma strettamente collegate tra loro, indica che i concetti che esprimono sono tra loro inscindibili: se davvero si crede in Dio, si è al sicuro, in qualsiasi circostanza della propria vita.

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